Gio. Ott 6th, 2022

Ti presento «Seminatore al tramonto» di Vincent Van Gogh del 1888, oggi al Kröller-Müller Museum di Otterlo.

L’artista olandese rappresenta oggi uno dei vertici della storia dell’arte mondiale, con la sua opera ha influenzato decisamente lo sviluppo delle correnti artistiche del XX secolo. Tanto geniale quanto incompreso e disprezzato in vita. Soffrì di frequenti disturbi mentali, tanto da trascorrere molto tempo in manicomio. 

La miseria, gli operai e il mondo dei poveri fu l’originaria missione di Van Gogh che arrivò alla pittura relativamente tardi, all’età di ventisette anni. Le sue prime opere furono influenzate dai quadri di Millet, soprattutto per quanto riguarda il mondo dei contadini. Universo di sofferenza, dominato da colori scuri, atmosfere cupe, poca speranza. Anche in altri dipinti l’artista aveva dimostrato di stimare la vita dei contadini ed il loro duro lavoro: si pensi a «Mangiatori di patate».

La vita, da un lato così ingenerosa con Vincent, dall’altro lo ha ricompensato con uno slancio e una forza rara e preziosa. Allora eccolo reagire alle avversità, i colori si schiariscono, emerge una nuova luce e speranza. In questo contesto nasce la figura solare del seminatore.

Questi non è in primo piano ma ritratto sulla destra. Con la mano sinistra tiene la tracolla con i semi, che sparge sul terreno con la destra. Procede sul campo arato, su cui si evidenziano zolle e sullo sfondo spighe dorate, non ancora mietute. Spicca un grande sole con raggi sfolgoranti, colorando di giallo intenso il cielo circostante e parte della scena. Questo sole da vita e colore sia al grano che al campo fino a noi. Quasi esce dal quadro. Il pennello di Van Gogh sembra inneggi alla vita e alla forza che da essa deriva. Un messaggio di speranza di quest’uomo, segnato dalla malattia e dal disadattamento sociale. Con la sua opera sembra dire: non avere paura, non preoccuparti, perché tu sei l’amato figlio dell’Universo e per questo hai diritto ad essere felice. Spesso le persone sono infelici, frustrate e depresse non per eventi oggettivi, ma per la modalità con cui rispondono agli eventi negativi che accadono. La buona notizia è che gli essere umani sono capaci di autosservazione e quindi di consapevolezza, oltre che capaci di decidere la direzione dei propri pensieri e delle proprie azioni. La ricerca della felicità invece che indulgere al vittimismo, depressione è allora un’attitudine che si può apprendere, come qualsiasi altra facoltà umana. Ciò però non avviene senza una decisione e impegno. Se vuoi perdere peso devi fare dieta, se vuoi avere fisico atletico devi allenarti. Dunque per essere una persona migliore, soprattutto se spesso sei infelice, frustrato, devi impegnarti a fare la stessa cosa, almeno provarci! Naturalmente non sarà facile, ci sono tanti pretesti e alibi che remano contro il cambiamento. Troverai sempre motivi per convincere te stesso della tua infelicità. Non è così! Tante persone hanno reagito in modo sorprendente ai drammi della vita, a un destino che appariva avverso. Hanno trovato, spesso in questi stessi eventi traumatici, punti di svolta per la loro esistenza. Puoi farlo anche tu, in qualsiasi momento. Lo devi volere e lì dove tu non arrivi, non temere di chiedere aiuto a chi ti sta accanto e a Colui che, per primo, vuole la tua gioia e felicità. 

Nel quadro risaltano due colori: il giallo del cielo e del campo di grano ed il blu del campo da coltivare e dei vestiti del contadino. C’è uno scambio: il cielo, di solito blu, qui è giallo ed il campo invece si tinge del blu del cielo, intervallato da macchie viola e gialle. I colori sono stesi con pennellate precise, tratti definiti e morbide forme, quasi circolari, che raffigurano le zolle di terra.

Nel dipinto il colore giallo del sole non fa pensare ad un tramonto, in quanto non è immagine che prefigura la notte, quanto il divenire del giorno. Proprio questo Van Gogh ha voluto trasmettere con tutto quel giallo. Colore del sole, del grano, del pane, simbolo della vita e del dinamismo. Rimanda al concetto di sviluppo, di crescita. La stessa vita del grano, che nasce, cresce, invecchia e muore è metafora della vita umana. Ogni uomo è dotato dalla nascita di potenti risorse interiori che lo rendono co-creatore della sua realtà e non vittima di destini ineluttabili. Fare l’elenco di ciò che non funziona, puntare il dito, lamentarsi continuamente, perdere la fiducia, non serve a modificare quello che non va. 

Il seminatore incarna la vitalità, simboleggiata dal giallo. Procede a testa alta, con le spalle rivolte al sole, si muove in modo fiero e deciso, a grandi passi su un terreno quasi irreale ed avanza con ampie e sicure bracciate. Nell’opera viene quindi esaltata la figura umana come dispensatrice di vita, che poi è la stessa funzione del sole. Inno di fiducia e di speranza, scritto con il pennello e i colori da un uomo che ha lottato per dare un senso alla sua esistenza. Grazie per la tua attenzione e alla prossima.

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